sabato 7 agosto 2010

A un amico.

Sentire parlare di Bali in questi giorni mi ha fatto tornare in mente questa immagine bellissima che si ripete ogni giorno probabilmente da millenni: al tramonto, l'ultima offerta agli Dei come ringraziamento per la giornata appena trascorsa, il solito cestino intrecciato a mano solitamente con foglie di cocco o di bambù, all'interno un pò di riso, pezzetti di frutta, si deposita sulla riva, sarà poi l'oceano con l'alta marea a portarlo a destinazione chissà dove, solo la mente di chi lo posa sulla sabbia lo sa, o lo spera, o ci crede, quante cose abbiamo da imparare! Ecco, con lo stesso spirito voglio scriverti queste parole che adesso alla vigilia della partenza si fanno sempre più pressanti.
Gli ultimi ricordi sereni, tre anni ormai: le telefonate insistenti prima delle ferie, mi dicevi "dobbiamo assolutamente vederci, non sei potuto venire al matrimonio e allora festeggeremo di nuovo quando arrivi".
Già, il matrimonio perso per i miei impegni di lavoro, le parole commoventi che terrò per sempre solo per me, pronunciate quando ti dissi che io no, ma Graziella si, lei sarebbe comunque arrivata, raccomandandoti di non dir nulla poichè sarebbe dovuta essere una sorpresa almeno per la sposa.
Poi finalmente qualche mese dopo l'incontro sotto casa mia, voi due dall'altro lato della strada, una espressione indescrivibile nel tuo volto che lasciava trasparire un qualcosa ben al di sopra della semplice gioia per il nostro arrivo, il vero motivo di quella espressione si rivelò immediatamente, appena mascherato dal leggero vestito della tua novella sposa: il mio omonimo era prossimo all'arrivo, ecco la vera sorpresa!
E subito dopo a pranzo, chiaramente uno di quei locali "del momento" che sapevi scoprire ad arte, tutti e quattro, anzi ormai tutti e cinque intorno ad un tavolo tra racconti e risate interminabili, e come poteva essere diverso? Abbiamo avuto la fortuna di trovare due compagne che andassero d'accordo anche più di noi, mentre tu e Graziella... qui ci sarebbe da scrivere un libro, amore odio, cane e gatto, scontri epici, ma un affetto smisurato. Incontri rari ma sempre fortemente voluti, mai banali, ma soprattutto spassosi, da vivere, da rievocare e raccontare agli amici, anni ed anni, prima da soli, poi "ammogliati" che ci faranno sempre compagnia.
Momenti felici seguiti da una nuova partenza, la foto di Filippo appena nato ci raggiunse via email, sembrava uno scherzo, un tuo piccolo bellissimo clone che rimase per mesi come sfondo del pc, sino alla vigilia delle ferie quando impaziente di prenderlo tra le braccia inviai quel messaggio "avvisa il mio omonimo che stanno arrivando gli zii dal continente", la risposta è ancora sul telefonino, a volte mi capita davanti scorrendo i messaggi, mi fa star male ma non riesco a cancellarla (come quel "vi aspetto guagliò" della tua ultima email ): "omonimo avvisato e il babbo ricoverato" diceva quel messaggio.
In quel momento iniziò la fine, le nostre visite all'ospedale quasi quotidiane, da una parte le tue rassicurazioni dall'altra quello sguardo negli occhi di tua madre, sguardo che non ebbe bisogno di essere seguito da parole, riuscimmo a vederci appena due volte, la prima subito dopo l'operazione, al mare, dove conobbi il mio omonimo, e qualche mese più tardi a casa tua, dopo la chemio. Questo significa lavorare lontano, non è certo il mare a mancare, e neanche gli amici, è il senso di impotenza che si prova a non poter stare vicino a chi vorresti in certi momenti, e spero di non aver detto banalità in quelle occasioni, ma di aver contribuito almeno in piccola parte a darti quella forza con la quale hai affrontato la vita sino alla fine, cercando di assaporarne ogni singolo minuto, sino a Maggio, quando la telefonata che non avrei mai voluto ricevere mi ha raggiunto al lavoro, due giorni di ferie strappati con le unghie, la notte insonne a cercar voli su internet, no, non potevamo lasciarti partire senza salutarti, e così è stato, non sei andato via solo, non lo saresti stato neanche senza noi, ma è stato giusto così, per te, per chi ti è stata vicino sino all'ultimo, per il piccolino che si troverà a crescere senza il magnifico padre che sei stato ed avresti continuato ad essere, ne sono sicuro, ed anche per i tuoi genitori.
Arrivo Guagliò, ma non sarà più la stessa cosa!
Ciao!

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